LA MIGLIORE LO CONSIGLIAMO PERCHE’

Virgil è un sessantenne antiquario, battitore d'aste che vive solo; il suo con-tatto col mondo reale è filtrato da un paio di guanti neri.
L’uomo è ossessionato e spaventato dal mondo femminile che per lui esiste solo nella sua stanza segreta con bellissimi quadri raffiguranti volti di donna (Tiziano, Raffaello, Goya, Rubens, Modigliani, ecc …)
Un giorno però, proprio quello del suo compleanno, riceve un incarico telefonico da Claire che gli chiede di fare una valutazione degli oggetti preziosi della sua villa, la donna si nasconde al suo sguardo e non si presenta mai agli appuntamenti.
Virgil scoprirà che soffre di agorafobia da quando aveva 15 anni. Contrariamente ai volti artistici di donne che ammira, ma non hanno voce, qui la situazione si ribalta e ciò è insostenibile per l’uomo che ha bisogno di vedere l’oggetto del suo interesse.
Quindi, con l’aiuto del giovane Robert un giovane che ha molto successo con le donne si lancerà alla conquista di Claire, sicuro così di non correre rischi. In realtà non andrà come previsto e Virgil perderà il controllo …
Il finale, che non sveliamo naturalmente, per noi è l’emblema del film che richiama l’idea centrale della storia ovvero che in ogni falso ci sia qualcosa di vero ed è proprio una relazione vera quella che disperatamente cerca il protagonista nell’ultima scena in quel ristorante di Praga …