SI PUO’ FARE LO CONSIGLIAMO PERCHE’

Milano, anni '80: il protagonista, Nello, è un sindacalista “rompiballe” allontanato dal sindacato e "retrocesso" al ruolo di direttore della Cooperativa 180, un'associazione di malati di mente “liberati” dalla legge Basaglia. Anche in questo contesto il protagonista porta con forza le sue idee ed andando contro il medico psichiatra integra nel mercato del lavoro i soci della Cooperativa, ovvero i malati.

Questo film interroga profondamente gli spettatori, così come voleva Basaglia, che riteneva che una società civile dovesse accettare tanto la ragione quanto la follia e considerava prima di tutto l’essere umano e la sua dignità. Cosa quest’ultima attentamente curata dal regista che non è pietoso, ma rispettoso e fa dire al suo protagonista “Io non gli do ragione solo perché sono matti. Li ho sempre trattati alla pari. Se mi fanno incazzare, mi incazzo: questo è rispetto.”

L’aspetto più difficile e drammatico del film riguarda la questione affettiva. Le «lezioni di affettività» si rivelano insufficienti e dannose nel caso di un paziente. Comunque il film sebbene in alcuni aspetti possa sembrare eccessivamente favolistico e semplicistico rimane un ottimo modo di trattare un tema difficile ed importante.