IL DISCORSO DEL RE LO CONSIGLIAMO PERCHE’

Il duca di York e secondogenito di re Giorgio V, Bertie è afflitto dall'infanzia da una grave forma di balbuzie, ciò lo tiene in disparte sia nella sua famiglia che in pubblico. Ma con la morte di suo padre e la “scandalosa abdicazione” del fratello dovrà smettere di nascondersi e tirar fuori la voce. Non sarà facile all’inizio; la sua richiesta è del tutto “istituzionale” e per niente personale.

Dice la moglie “gli si richiede di parlare” e i dottori tradizionali non funzionano, quindi si dovrà rivolgere ad un logopedista dai metodi poco ortodossi. Si creerà con lui una relazione umana e terapeutica che permetterà a Bertie di avere una voce.

E’ tragico che questo accada in un momento storico in cui un altro uomo, Hitler, dice cose terribili, ma le dice bene secondo le parole del protagonista, senza balbettare e con la voce della retorica e dell’odio. Bertie nel suo discorso finale invece parlerà in maniera del tutto inedita per un re e poco retorica dicendo “voglio parlarvi personalmente … per amore di tutto ciò che noi riteniamo caro …”