LA BOTTEGA DEI SUICIDI LO CONSIGLIAMO PERCHE’

C’è una città in cui la vita è così triste che la gente non ha più voglia di vivere ed ecco allora che per porre fine alle loro fatiche c’è “la Bottega dei Suicidi” il coloratissimo e fornitissimo negozio di Mishima, Lucréce e dei loro figli. L’attività di famiglia prospera poi nasce il terzogenito Alan, la disgrazia della famiglia, lui sorride sempre ed è felice di essere vivo!
Il terzogenito, sin dal primo sorriso, indispone i familiari e certa di contagiare i clienti oltre a sabotare gli strumenti per il suicidio dei genitori elaborando insieme ad altri bambini come lui un piano di sabotaggio dell’azienda familiare.
Un film delizioso pieno di trovate ed allegria che parla della voglia di vivere come pochi altri attraverso il personaggio di Alain che non si accontenta della propria allegria, ma vuole che serva a qualcosa: vuole contagiare chi lo circonda con questa sua gioia. Tutto questo innesca in tutti un ripensamento, prima di tutto nei genitori, che fanno i conti per la prima volta con la morte vera delle persone ed il conseguente senso di colpa.
Meravigliosa è la trovata della musica come mezzo per sentirsi e smuoversi dal proprio grigio torpore, ballare diventa uno strumento di liberazione per la sorella di Alan ed è bello che la bottega alla fine si trasformi in una creperie dove la gente si nutre per ricominciare ad affrontare la vita.
La Commissione di Censura italiana lo ha vietato ai minori di 18 anni, per la leggerezza con la quale tratta le tematiche del suicidio, noi riteniamo questa sia una eccessiva semplificazione se è vero che è un film per adulti non è però affatto vero che parli in modo leggero del suicidio bensì attraverso l’ironia dà un messaggio molto chiaro : c’è sempre una ragione per vivere.