LA DOLCE ARTE DI ESISTERE LO CONSIGLIAMO PERCHE’

Roberta e Massimo sono due persone accomunate da un “sintomo strano” a causa di un infanzia segnata da uno sguardo genitoriale disattento per la ragazza, dove ogni sua richiesta di essere vista veniva rimandata al mittente con frasi del tipo "deve piacere a te", "cerca di capire se ti piace". Roberto invece è stato oggetto di uno sguardo continuo anche attraverso il grande occhio della telecamera sempre puntato su di lui. Cosa succede quando i due si incontrano? Riusciranno i due ragazzi a trovare un loro posto nel mondo?
E’ questo l’incipit di un film originale e difficile, ma molto moderno, adatto ad una società in cui spesso non sappiamo guardare alle persone, ci ritraiamo al loro sguardo oppure lo ricerchiamo per esistere …
Ed ecco che il regista “inventa” un sintomo come l’ invisibilità psicosomatica per cui Roberta e Massimo svaniscono di fronte all'indifferenza del mondo o scompaiono se al centro dell'attenzione. Ovviamente le relazioni appaiono non facili anzi quasi impossibili.
Pietro Reggiani porta al cinema questo film sulla difficoltà di vivere ed essere una presenza visibile nel mondo un tema noto a chi convive quotidianamente con ansia da prestazione, fobia sociale ed altri problemi di questo tipo. Ma anche per chi come tutti si è sentito invisibile o troppo visibile , la riflessione dunque che vogliamo proporvi con questo film è qual è la giusta attenzione e quale lo sguardo genitoriale che permette di crescere?
Il film è lento, a volte difficile da seguire per via del racconto fatto da un narratore fuori campo, eppure estremamente necessario in una società in cui i contatti umani passano attraverso uno schermo che ci nasconde o ci consente di inventare una finta rappresentazione di noi stessi. Alla fine i due protagonisti inventeranno, o almeno proveranno, a trovare il loro modo di stare al mondo vedendosi per quelli che sono con umana comprensione.